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Vellutata di ceci con fiorone di capra

difficoltà: Facile
porzioni:
30 minuti
Ingredienti

1 confezione di ceci precotti e la loro acqua
Fior di sale di Cervia alla vaniglia
Olio di mandorle
Mezza cipolla rossa
1 formaggino di Fiorone di capra.

Cavolo rosso fermentato.

Passaggi

In una buona pentola, far sobbollire ceci e cipolla, nella loro acqua.Aggiungere se necessario un filo di acqua naturale filtrata.
Far bollire a fiamma dolcissima per circa trenta minuti. Passare tutto al frullatore a immersione, e mantecare con il fiorone di capra. Mescolare dolcemente.
Aggiungere una volta impiantato fior di sale e olio. decorare con verdure fermentate – per la ricetta guardate sul blog di Lisa Casali, da link della parte degli ingredienti.

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Vellutata di ceci con fiorone di capra.

 

Brie quella mattina si alzò a fatica dal letto: le nuvole erano grigie e sapeva che dopo scuola non avrebbe potuto correre felice nei campi in fiore con i suoi amici Baffo e Riccio, perché la sera prima aveva avuto male al pancino e la mamma non voleva prendesse freddo. In più a scuola ci sarebbe stata la prima verifica di matematica della sua vita, e lei odiava la matematica..

La mamma entrò nella sua cameretta con un sorriso pieno di gioia, tirò le tende e le disse: amore guarda, i nuvoloni stanno facendo la loro danza mentre Signor Vento sussurra la sua melodia…forse che forse oggi verrà finalmente la pioggia.
Brie non capiva: come poteva la mamma essere così felice in quella giornata grigia fatta di matematica e soprattutto pioggia?
“Mamma, ma come puoi essere felice?”- sbuffò -“pioggia vuol dire che oggi dopo la scuola non potremo nemmeno andare a correre nei campi con Baffo e Riccio, ma mi toccherà stare a casa ad annoiarmi…che barba!”

Brie si rituffò nel suo lettino, tra lenzuoli rosa e cuscini a forma di stelle. Prese il suo cavallo di pezza e ci affondo il musetto imbronciato.
La mamma allora le sedette accanto, accarezzandole la testa e con pazienza le disse:
“Vedi Brie, la magia sta nel riuscire a trovare il bello anche nella pioggia: pensa, potremo berci il tè caldo e mangiare biscotti appena sfornati, accoccolate sul divano mentre aspettiamo che papà torni dal lavoro..potremmo anche con l’impermeabile andare a cercare le pozzanghere più profonde e tuffarci dentro con gli stivali.Sai che dopo la pioggia, la terra profuma sempre di magia?E a volte ci regala anche stupende scale di arcobaleno che incrociano destini e storie, e ti fanno trovare tesori.”

Brie spuntò da sotto le coperte, fece un sorriso, baciò la mamma, e rise di gusto, già allietata nell’aver trovato un motivo per amare anche la pioggia.
Si andò a lavare i denti, e si preparò indossando gli abiti che la mamma le aveva lasciato sul letto: calzettoni di lana morbidi, jeans con toppe a forma di stella – la sua forma preferita – e un maglione caldo a righe. corse poi di sopra in cucina, per salutare il papà  e prendere il pranzo che la mamma le aveva fatto da mangiare a scuola…sentiva un profumo buonissimo, un tepore che sapeva l’avrebbe coccolata per tutta la giornata, e poi la promessa del tè con i biscotti l’avrebbe allietata anche durante la verifica di matematica.

A scuola, poi, mentre Baffo e Riccio si scambiavano figurine di calciatori mangiando focaccia calde, aprì con voglia il suo cestino del pranzo, curiosa di sapere cosa ci fosse dentro che sprigionava tutto quell’amore al solo profumo…trovò una scodella con una minestra…come una minestra?Aveva aspettato tutta la mattina con frenesia per questo momento e il suo pranzo era una minestra..?
tuttavia, decise di provare lo stesso quella crema che sembrava così invitante, e poi quel profumo…riconobbe subito il profumo di vaniglia e il suo palato si fede dolce quando assaggiò quella pappa goduriosa.

Vellutata di ceci cotti nella loro acqua a bassa temperatura, con fior di sale alla vaniglia e fiorone di capra. Un tocco di rosso dato dal cavolo fermentato della zia Lisa.

E Brie allora capì che la mamma, anche in questo pranzo, aveva voluto insegnarle che le apparenze non sono sempre corrispondenti al vero, ma che bisogna dare a tutto, nella vita una possibilità, affinché la Vita stessa ci possa sorprendere con un nuovo sorriso: così come le vellutate che all’apparenza sono solo minestre, o le giornate di poggia che possono sembrare giornate grigie.

Tutto ha sempre un arcobaleno, basta non smettere mai di osservare da vicino ogni sfumatura.

Brie mangiò di gustose quando la campanella suonò, corse tra le braccia della sua mamma, che profumavano di pasta frolla e promesse che stavano per essere mantenute: tè e biscotti appena sfornati.

La gioia si quadruplicò quando Brie vide che a casa c’era anche il papà, che aveva fatto una sorpresa alle sue due donne preferite: tulipani bianchi e una bottiglia di Bellavista per la mamma, calze a righe e mela caramellata per la sua Brie.

{ to be continued..}

 

*In collaborazione con Vinitaly dove potrete trovare una selezione di bollicine speciale. Per la recensione del Bellavista invece potete leggerla qui: http://www.agipsyinthekitchen.com/2016/12/di-neve-mandarini-e-stelle.html

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DANCE IN THE KITCHEN

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