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Legal for dummies: nella rete della rete

Di Federica Brondoni*

Chi di noi non ha pensato almeno una volta nella vita che acquistare su internet, evitando la ressa nei negozi, le commesse troppo invadenti, la coda alle casse e la sauna nei camerini, sia uno dei più bei benefici legati al progresso tecnologico? Scovare la collezione originale completa di “Segugi&Cavalli” da un amatore che la teneva in cantina, comprare il duecentesimo paio di scarpe di nascosto dal fidanzato petulante e farsi portare la spesa a casa “con un click”, come ci dicono sempre nelle pubblicità, non è esente da rischi.

Gli acquisti mediante gli shop on line delle grandi catene o di mostri sacri come Amazon o Zalando usualmente non presentano problemi, se non per le caratteristiche del bene consegnato, che di solito però può essere reso (con rimborso o sostituzione) senza troppi intoppi. In ogni caso, il sito del portale deve necessariamente riportare, per legge, le condizioni di acquisto e di reso della merce, che sarebbe bene leggere (chiaramente nessuna di noi – in preda alla fregola da acquisto compulsivo – lo ha mai fatto).

Ecco, invece, a cosa occorre stare attenti:

– in primo luogo, agli articoli falsi spacciati per originali. Ebbene no, se avete trovato una Luis Vuitton che costa quanto tre etti di cicoria non è perché avete un fiuto pazzesco per gli affari… Nonostante la dicitura “originale” da parte del venditore, un prezzo irragionevolmente scontato deve farci sorgere il sospetto sulla sua non autenticità;

– è altamente improbabile che la figlia di un diplomatico del Botswana vi abbia indicato quale suo erede universale per milioni di euro, come emergerebbe dall’email in un esilarante italiano che avete appena ricevuto. Va da sé che non è il caso di fornite il vostro iban o i dati Paypal al mittente, come vi è stato cortesemente chiesto di fare…. Questa pratica illegale si chiama “phishing” e colpisce un po’ tutti quelli che navigano un po’ nel web;

– un po’ di attenzione anche ai privati che vendono on line articoli nuovi o usati. E’ bene non pagare in anticipo rispetto alla consegna. Un modo per sapere se il vostro interlocutore è onesto è leggere i feedback di chi ci ha già avuto contatti per l’acquisto, che di solito vengono riportati (con tanto di stelle di gradimento) nei vari portali di e-shop;

– per chi ha un’attività economica l’insidia è data anche dal “ransomware”, ovvero la richiesta di un vero e proprio riscatto da parte di pirati informatici che minacciano di scatenare un virus nel vostro computer, e addio dati…

In tutti questi casi, posto che tutelarsi da soli è molto difficile (ma se siete nerd certificati, saltate oltre..), è essenziale segnalare la cosa alla Polizia Postale, che ovviamente è dotata degli strumenti necessari per identificare e neutralizzare il colpevole, e sul cui sito (www.commissariatodips.it) vengono segnalate in tempo reali le truffe più comuni.

Ciò, oltre ad aiutarvi auspicabilmente a recuperare le somme che vi sono state prelevate dalla carta di credito, renderà il web un posto migliore.

 

 

*Di Federica Brondoni, Avvocato Civilista di Milano, amante della filosofia Green, entusiasta della vita, felice di spirito e buona d’animo. Mamma di tre pelosi: Baffo, Polo e Rocco.

 

 

 

 

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