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Riso bollito, curcuma e rafano

difficoltà: Facile
porzioni:
20 minuti
Ingredienti

3 pungnetti di riso a testa
Fiori di rafano. In alternativa Pasta di rafano.
1 cucchiaio di curcuma
Il succo di 1 limone
1 cucchiaio di olio evo.

Passaggi

Far bollire il riso in acqua bollente. Aggiungere durante l’ebollizione 1 cucchiaio di curcuma in polvere. Scolare e aggiungere il succo del limone e l’olio evo.
A questo punto decorare con i fiori di rafano o con una quenelle di pasta di rafano.

DANCE IN THE KITCHEN

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Riso bollito, curcuma e rafano.

 

Quel giorno Brie era andata con la mamma al museo: quante cose avevan scoperto! Brie si era divertita un mondo a leggere ogni didascalia di ogni quadro ed a inventare storie di leggende che vedevano protagonisti draghi e principesse.
Ad un certo punto si era anche persa: era scappata dalla mano del papà mentre lui stava fotografando un dipinto ed era corsa dietro a una guida che stava spiegando la storia di una battaglia di secoli addietro.
Per fortuna la mamma sa sempre come ritrovarla, e dopo poco trovò il suo abbraccio sicuro e il suo profumo tutto intorno a lei.

Quando uscirono era ancora pomeriggio: era accaldata, avevano mangiato un panino e bevuto un succo di mirtillo. Decisero di andare a fare visita al cuginetto Ettore, ed insieme al nonno andarono tutti insieme a correre nei camp di grano dietro casa dei nonni. Corsero a perdifiato, e ne combinarono una via l’altra.
Arrivò sera, e mentre papà guidava la macchina per tornare a casa e la mamma raccontava alla zia per telefono quanto bella fosse stata la giornata, mentre cercava alla radio una canzone che le piacesse, Brie si addormentò felice nel sedile posteriore. Crollò come un sasso, con i capelli ancora appicciati alla fronte dal sudore e la maglietta un po’ bagnata dai gavettoni che con Ettore si erano tirati.

Finalmente arrivarono a casa: la mamma svegliò Brie, ma subito si accorse che qualcosa non andava. La piccina era tutta calda, respirava a fatica e con il naso che colava: si era buscata un brutto raffreddore, e forse anche un po’ di febbre.
Il papà la prese in braccio e la portò in casa. Come prima cosa la mamma fece scorrere l’acqua per un bagno caldo, pieno di schiuma e profumato. Intanto le provò la febbre: 38,3°C!
Prese il pigiama pulito dal cassetto, e una pezzuola di lana. Mise tutto sul calorifero. Il papà intanto riempì una bacinella di acqua calda dentro la quale mise in infusione dell’essenza di pino mugo. La appoggiò sul calorifero della stanzetta di Brie, e andò poi a riempire di acqua calda anche la bull così da metterla già nel letto.
Brie si sentiva coccolata: non le dispiaceva avere la febbre perchè avrebbe saltato scuola per due giorni, e guardato un po’ più di cartoni animati del solito.
La mamma fece un bagnato veloce a Brie: giusto il tempo di toglierle lo sporco e il sudore dei campi, poi la cosparse di talco profumato e le spalmò sui bronchi un unguento balsamico, che coprì subito con la pezzuola calda. Impigiamata, messa sotto le coperte con la bull e con una camomilla piena di miele, accese la televisione e la sciò per qualche istante mentre scese per prepararle la cena.

Brie si addormentò, sognò di principesse dagli abiti trionfali e draghi dalle fiamme giganti. Si svegliò con un certo languorino e appena vide la mamma entrare con il vassoio e la cena, sorrise.
“Mamma cosa mi hai preparato?”
“Piccina mia un riso bollito che farà bene al tuo pancino e libererà il tuo naso: riso bollito, curcuma e rafano.”

Brie sorrise perché vide dei fiori bianchi sopra un riso giallo: la mamma sapeva sempre come curarla.
Il riso era profumato, bello da vedere e buonissimo da mangiare. Si divertiva a mordere quei piccoli fiorellini che mentre scendevano in gola liberavano il suo nasino gocciolante.

La mamma le fece poi bere un infuso di camomilla, le diede un cucchiaio di miele all’eucalipto sopra un biscotto al frumento, e spense la luce. Un bacio alla fronte calda del suo amore, una carezza e la certezza che l’indomani sarebbe stata meglio.

Brie pensò che anche quando non stai bene, l’importante è avere accanto qualcuno che ti curi e possa offriti il conforto necessario per rimetterti in forze.

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