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Essere ostetrica oggi | A Gipsy in the Kitchen

Essere ostetrica oggi

Di Monica Gatti

Piacere, mi chiamo Monica e sono tante cose nella mia vita, ma la prima, quella di cui sono fiera è essere un’ostetrica.

Essere ostetrica per me significa provare una sorta di dipendenza dal rumore del monitor che registra il battito del cuore di quell’esserino custodito nel ventre della sua mamma, significa stringere quelle mani che durante il travaglio chiedono aiuto e chiedono conforto, significa avere la disinvoltura(che, a volte, non so nemmeno di avere) di instaurare un rapporto intimo e diretto con una coppia con i propri vissuti in davvero pochissimo tempo, significa avere pazienza in ogni momento del travaglio, significa guidare due occhi imploranti, spaventati ed increduli nel momento decisivo del parto, quello in cui, dopo tanta fatica, si fa la conoscenza di quel frugoletto morbido e dolce, significa essere la prima che accoglie tra le sue braccia il miracolo della vita e capisce, ogni volta, di essere la persona più fortunata del mondo.

Il mio essere ostetrica e il dedicarmi tanto a questa passione e a questa missione, perchè è così che la considero più che un lavoro, mi ha messo e mi mette ogni giorno di fronte a tante rinunce che, nella maggior parte dei casi, coinvolgono la mia famiglia, quella che mi sono costruita.

Essere ostetrica significa andare a lavorare nel weekend o nelle feste quando vorresti solo trascorrere del tempo con tuo marito e i tuoi figli, significa accettare il fatto che il tuo figlio più grande quando non ci sei non voglia venire al telefono a salutarti perchè è arrabbiato con te, significa lasciare il tuo figlio più piccolo che ti guarda con due occhioni umidi mentre esci dalla porta perchè devi andare a  fare il turno di notte, significa essere attiva e pimpante per tuo marito e per i tuoi bambini che richiedono attenzioni anche se hai smontato da una notte epocale in cui non hai avuto neanche due minuti per sederti, significa prendere un treno d’estate e raggiungere la gioia della tua vita che sgambetta in riva al mare e riuscire a stare insieme anche solo 24 ore…Sono tante le rinunce che devo affrontare ogni giorno, ma le faccio, seppur a malincuore a volte, perchè voglio essere li, voglio vivere quelle emozioni, voglio inondarmi di tutto ciò che le mamme inconsapevolmente mi sanno donare.

Essere ostetrica oggi | A Gipsy in the Kitchen

Io sono un’ostetrica ospedaliera ed è ovvio che il mio primo amore è quello che vi ho tentato di descrivere: la sala parto, ma la figura dell’ostetrica è presente in più ambiti e non esiste solo tra le mura dell’ospedale.

Le ostetriche sono tante e sono anche sul territorio: nei consultori o privatamente seguono le gravidanze,organizzano corsi preparto e post parto, si prendono cura delle  neomamme e dei loro bimbi lungo il cammino dell’allattamento, seguono le donne nella riabilitazione del pavimento pelvico, lavorano nelle scuole promuovendo l’educazione sessuale…e questi sono solo alcuni degli ambiti in cui possiamo offrire la nostra competenza.

L’aspetto più bello di questa professione, che mi ha sempre affascinato, è quella di essere una disciplina a 360 gradi, che ci ha reso competenti in tanti ambiti e che ci permette di reinventarci ogni giorno.

Auguro a tutti nella vita di riuscire a fare un lavoro che per prima cosa sia passione, quella passione che fa passare in secondo piano le fatiche e la stanchezza, quella passione e quel trasporto che ti fanno dire “non potrei mai fare un lavoro diverso da questo.”

Essere ostetrica oggi | A Gipsy in the Kitchen

 

“Lasciatelo stare.Lasciatelo fare.Lasciategli il tempo.Il sole si alza forse di colpo? Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta e la lenta, maestosa gloria dell’aurora? Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità”

Leboyer

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