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Quel giorno in cui ho imparato a volare | A Gipsy in the Kitchen

Quel giorno in cui ho imparato a volare

Di Chiara Bottoni / Fashion Running
Avete mai sognato di volare? A me capita spesso e la sensazione che provo in quel momento ha un che di magico che resta impresso nella mia mente al risveglio per ore. Mi sento leggera, libera, mi sembra di galleggiare nel vuoto, cullata dal vento. Per imparare a volare però sembra che sia indispensabile prima di tutto imparare ad abbandonarsi a se stessi. “Devi avere fiducia in te, devi lasciarti andare”. Sono queste le parole che l’insegnante di antigravity yoga mi ha detto prima che mi abbarbicassi come una scimmietta sull’amaca di tessuto, utilizzata per praticare questa attività. Dopo qualche minuto, mi trovato già a testa in giù.
Ma cos’è l’antigravity yoga? Si tratta di una disciplina fondata nel 2007 da Christopher Harrison che unisce yoga, pilates, ginnastica ritmica e danza. La sua peculiarità è quella di permettere di lavorare in assenza di gravità, grazie a un’amaca sospesa, utilizzata per praticare evoluzioni di vario tipo, da quelle più semplici e rilassanti a quelle più acrobatiche.
Quali sono i suoi benefici? L’antigravity yoga è una tipologia di fitness che permette di aumentare l’agilità fisica, lavorando in totale scarico della colonna vertebrale. Rafforza le braccia e tonifica gambe, glutei e girovita. In più consente una significativa riduzione della ritenzione idrica, cruccio di noi donne, in quanto permette di esercitare un massaggio costante delle principali zone di passaggio linfatico. Inoltre, come lo yoga e il pilates, esercita un lavoro costante sul “core”, la zona addominale, permettendoci di rafforzare il nostro cruciale punto di equilibrio. Equilibrio fisico ma anche equilibrio interiore, in quanto questa attività ha dei significativi risvolti benefici sulla psiche, perché  ci spinge ad avere fiducia in noi stesse, aiutandoci a superare paure ataviche, come quella di restare sospese a testa in giù.
Ebbene sì, perché una parte della lezione di antigravity yoga si svolge proprio a gambe all’aria. Avvolgendoci nel tessuto dell’amaca grazie al prezioso accompagnamento del nostro istruttore ci troveremo in un attimo capovolte. Un passaggio sconsigliato a chi soffre di pressione alta o a chi è portatore di protesi ma senza controindicazioni di sorta per le persone che non presentano queste patologie. Il tutto dura qualche minuto per lasciare poi spazio ad altri esercizi.
Al termine della lezione, come premio per gli sforzi compiuti, potrete cullarvi tra luci soffuse e musica rilassante, avvolte nel vostro bozzolo-tenda, abbandonando ogni muscolo al dondolio dell’amaca. Ed è proprio allora, come dopo un dolce risveglio, che vi renderete conto di avere davvero volato.
Image via Pinterest
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