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Un Gitano a Zurigo

Di Alessandro Madami, aka Il Gitano
IG: @me_supertramp

Pronti partenza via!
Questa volta siamo diretti a Zurigo, che nonostante sia a poche ore da Milano non abbiamo mai visitato, chissà poi il perché.. forse perché penso sempre ad andare in posti lontani finché  sono giovane (se fa per di…)  e quando sarò anziano e il corpo non mi assisterà più come ora visiterò i posti più vicini… o forse perché ad andare in macchina il prezzo dell’autostrada ci spaventa – il famoso bollo autostradale svizzero che costa 40 euro.
Per ovviare ogni problema di sorta, sono andato in treno ed è stato velocissimo ma non solo: la tratta che fa  è davvero bella, si vedono attraverso il finestrino le colline verdi proprio come quelle immagini che pensavo fossero stereotipate con mucche al pascolo e i loro masi  in legno che hanno rapito la mia attenzione.

Dopo circa 2 ore e mezza sono arrivato a  Zurigo, non sapevo bene cosa aspettarmi da questa città: sicuramente ordine e pulizia ma sopratutto puntualità dei treni, mezzi pubblici, ecc.
🙂

Infatti è stato così e ho anche capito come fanno, almeno credo… il conducente dei tram a differenza dell’Italia non aspetta le persone che corrono incontro al tram che sono a 10 metri di distanza:  o sei li quando apre e chiude le porte altrimenti ti attacchi al tram 🙂 ed è cosi che riescono ad essere sempre in orario, anche se all’inizio il pensiero mio da italiano è stato ma guarda te che st….o!! Gli svizzeri sono puntuali sarà perché la Svizzera oltre a essere un’importante sede di attività scientifiche e finanziarie,  è anche la patria degli orologi (Ginevra: qui trovate il nostro post ).

Tornando a noi: arrivato in stazione mi sono diretto all’albergo, distante solo 10 minuti a piedi dalla stazione. Ho deciso di camminare e ho notato lungo la via un serie di costruzioni di quello che da li a qualche anno diventerà un nuovo zona attiva della città.

Check-in al 25 hours hotel Langstrasse  e per chi non conoscesse questa catena tedesca di alberghi consiglio vivamente di andare a dargli un occhiata.
Premiati nel 2017 come miglior hotellerie, questo  hotel – che come dicono loro non si vuole prendere troppo sul serio, come i soliti business hotel-   chiamarlo solo hotel sarebbe riduttivo. Stanze a partire da 115 euro ma è possibile barattare un oggetto per un soggiorno.




Per pranzo, quando la fame fa capolino nelle mie emozioni, ho deciso di mangiare al ristorante dell’hotel che si chiama Neni, sinonimo di cucina orientale con influssi di tutto il mondo, ma che è sopratutto sinonimo di gioia di vivere e d celebrare il buon cibo con amici e familiari. Il menù soddisfa tutti: vegani, vegetariani, carnivori –  insomma come la chiamano  al Neni “BALAGAN STYLE” da interpretare come una sorta di caos culinario.



A pancia piena si ragiona meglio e quali sono gli stereotipi di quando si pensa alla svizzera oltre che agli orologi, le banche e le mucche nei loro verdi pascoli?! dai sforzatevi….
🙂
Ebbene si… il CIOCCOLATO! Non si può pensare di non fare una degustazione di cioccolato una volta qui: sarebbe come andare a Napoli e non mangiare la pizza, o andare a Roma e non passare dal Colosseo, o andare ad Amsterdam e …. insomma avete capito.

Cosi mi sono recato  nella città vecchia  dove ho scoperto Max Chocolatier e il loro incredibilmente gustoso cioccolato. Avvolto di stile e di umorismo, i cioccolatini artigianali non solo sembrano perfetti, ma innescano un esplosione di diversi sapori sulle papille gustative. Questo deve essere il gusto della indulgenza pura! gli ingredienti sono assolutamente locali e naturali. Ogni prodotto  di Max Chocolatier ha una storia da raccontare: dal tartufo agli spread, dai dolci ai coniglietti pasquali.  All’interno troviamo ingredienti che vanno dai lamponi maturi e succulenti ai  peperoncini ardenti che creano esperienze commestibili meravigliose.

Qui trovate la storia di questa piccola realtà e scoprirete meglio chi è Max (consiglio di leggerla).

Dopo questa degustazione già che siamo in zona e per smaltire un po’ queste calorie assunte mi sono perso volutamente nella  città vecchia:  i suoi vicoli contorti, pieni di negozi artigianali di ogni tipo – dai cappelli fatti a mano alle cartolerie, le librerie, le boutique di antiquariato, le case medievali, i locali dal design fresco dove poter mangiare o prendere un cappuccino al volo…il tutto in totale tranquillità in quanto interdetta al traffico cittadino. Sono queste le zone ed i negozi che prediligo rispetto a tutti questi multinazionali che omogeneizzano le città privandole di ogni caratterista .

Da non perdere la vista panoramica della piazza terrazzata nei pressi dell’osservatorio e poterne apprezzare tutta la sua interezza… è un sali e scendi di vicoli che ha contribuito notevolmente a smaltire le calorie assunte poc’anzi. Perdetevi anche voi e spesso e volentieri –  è cosi che si scoprono gli angoli più interessanti e meno battuti delle città.

Dopo tutto questo camminare la fame si è rifatta avanti ma ora era il momento del salato. Mi sono fermato in un luogo ricco di storia al Zunfthaus zur Waag  – ristorante di cucina tradizionale e creativo allo stesso tempo, in una delle piazze più belle del centro storico, la Munsterhof. L’ho definito un luogo ricco di storia perché nel 1916 ospitò la prima serata ufficiale dei dadaisti dove venne recitato il famoso manifesto dada, ed inoltre era la casa delle corporazione dei tessitori della lana.

Cosi si è conclusa la prima giornata nella città zurighese.

Pronti via! Secondo giorno. Quando sono in un posto che non conosco ho sempre addosso quell’eccitazione di andare, conoscere ,esplorare, scoprire, e così mi sono diretto al Mercato floreale e ortofrutticolo con tutte le tipicità di zurigo. I mercati settimanali vantano una lunga tradizione sia in città sia nella regione di Zurigo. Qui si trovano verdure fresche,uova, dolci tipici e pane appena sfornato. Grazie ai loro prodotti di qualità eccelsa, questi mercati sono fonte d’ispirazione e d’acquisto di molti gastronomi zurighesi. I prodotti vengono spesso comprati dagli chef direttamente ai mercati, per poi finire sotto forma di deliziosi menu nei piatti dei ristoranti della città e del Lago di Zurigo.

Solo nel periodo estivo, ogni sabato, si tiene il mercatino delle pulci, il più grande del suo genere in città, con oltre 400 bancarelle dove potrete trovare vari oggetti di antiquariato, rarità e gioielli e io che sono un accumulatore seriale ci vado a nozze, poi mi ricordo che devo portare tutto a casa e perciò faccio un attenta selezione.
🙂

Dopo aver visto queste due primizie mi sono diretto verso il vero motivo per cui ero li a Zurigo, il zurich FOOD FESTIVAL situato nell ex stadio Hardturm, accanto al  Limmat. E  la 7 ° edizione e ci sono più di 100 produttori di cibo sotto una grande tenda di circo chi con il suo stand e molti con i loro vintage foodtruck di cui sono un estimatore e tutto condito da una grande varietà culinaria con  specialità provenienti da tutto il mondo. Ci sono vari eventi tra cui di mio interesse quello del sandwich vegetariano. Che ve lo dico a fà queste ore possiamo intitolarle “man vs food” dove ovviamente ne sono uscito sconfitto.
🙂

Con la coda tra le gambe ma a stomaco pieno –  una costante di questi giorni- , ho deciso di tornare verso la zona del mio albergo nelle zona di West Zurich. Si tratta di un sito ex industriale dove un tempo costruivano barche e motori , ma oggi – come spesso accade in tutte le zone ex industriali,  prendiamo come esempio shoreditch a Londra, Fitzroy a Melbourne o Kreuzberg di Berlino – si popolano di gente e luoghi creativi e diventano il cuore pulsante delle città.  A West Zurich si trova inoltre la Feritag tower, un torre fatta di container  che ora è un’area dove è possibile surfare.. si avete letto bene fare surf a Zurigo!!

Insomma è una zona molto gipsy non distante tra l’altro dalla Langestrasse,  che è il quartiere più variopinto e variegato di Zurigo. Di giorno, si possono assaporare specialità internazionali e negozi multiculturali ma di notte la via si trasforma. Qui si trovano bar che si susseguono uno dietro l’altro, discoteche e, se dopo la nottata viene fame, ci sono tanti take-away e negozi aperti 24 ore su 24. La Langstrasse non dorme mai ed è stata trasformata da quartiere a luci rosse in uno dei quartiere più in della città, sopratutto grazie a tanti giovani designer e gastronomi che hanno valorizzato quest’area negli ultimi anni.

Non vi rimane che prendere treno-aereo-auto e vivere voi stesso l’esperienza zurighese!

Buon viaggio 🙂

 

 

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