Il sentiero della felicità

Ammetto: sono giorni bui.
Giorni in cui il cielo pesa sempre di più e la rabbia di cui ho parlato qualche post fa ha lasciato il posto allo sconforto, ma anche al nervosismo di non riuscire a lasciare defluire questo senso di impotenza verso ciò che è accaduto.
Nervosismo anche perché mi rendo conto di quanto io sia fortunata: un uomo meraviglioso accanto che amo più della mia vita stessa, una bimba pelosa che riempie le mie giornate tra pappe, passeggiate e coccole, un lavoro che ho fortemente scelto, difeso e voluto.
Eppure: eppure sono sconcertata da questo dolore che non so come chiamare. Vedo il mio grigio e perplimo davanti a siparietti di blogger patetici che vogliono farsi chiamare così ma poi comprano followers e creano gruppi di auto like, non capendo quanto ciò infici non solo su se stessi ma su tutto un sistema che amplia al mondo stesso…perchè sono le energie che dettano il corso della storia e quello che stiamo immettendo noi dentro a questo pianeta oltre a gas serra è negatività.
Ecco, è come se tutta la mia positività fosse schiacciata da questa incalzante superficialità che dilania nel mondo: amicizie finte, odio senza fondamento, violenza a prescindere.
Ma vi pare possibile che per ricordarci del compleanno dei nostri amici dobbiamo avere Facebook che ce lo ricorda?Una volta si trascrivevano sui diari i nomi delle persone care sotto il loro giorno di nascita così che oltre a giocare qualche trick alla memoria che era costretta a imparare l’associazione giorno-nome, la settimana in questione ci ricordavamo l’evento importante ovvero la venuta al mondo della persona del cuore…adesso sbadatamente riceviamo la newsletter di un social che addirittura ti compone un video di compleanno così tu non devi proprio fare nulla se non condividere cliccando un pulsante.

Dove stiamo andando?
Quando capiremo che l’onestà di intenti deve essere accompagnata da fatti e non apparenze.

Voi la sapete la nostra storia: da quando cucinavo madeleines in abito da sera in una cucina inventata, a quando il mio cuore è stato calpestato, bistrattato e umiliato, fino ad arrivare a quando invece questo stesso cuore ha ripreso i suoi battiti grazie al gitano, all’arrivo di Brie, a una vita scelta con sacrifici. Sapete con quanta gioia avevo accolto questa gravidanza così cercata e voluta e con quanta sofferenza quel 1 settembre abbiamo salutato la nostra Aria.
Io quel nodo in gola che si chiama come una parte di ossigeno non riesco a scioglierlo. e mentre prima la mia resilienza era dettata da da una positività a prescindere, ora che mi sento in ginocchio questa poesia faccio tanta fatica a ritrovarla.
Tutto – tutto – mi ferisce. Qualsiasi cosa: una inclinazione di voce sbagliata, un progetto non entrato..persino vedere certe fotografie su Instagram di persone che si spacciano per Biancaneve facendo credere che sono magia quando invece sono solo fandonie, mi spezza.

Non solo: l’aver scoperto che i valori della mia tiroide sono così alti mi fa dubitare dei dottori da cui sono stata seguita fino ad ora. Perché non l’hanno mai controllata e negli ospedali invece è la prima cosa che controllano pre pick e transfer?
Quanto tempo ci vorrà adesso per riportarla a un valore normale tipo 1300? Quanta strada ancora da qui alla cicogna?

Ho pile di libri di ricette da leggere e da sperimentare che mi guardano dalla scrivania. Circa 10 post indietro da terminare. Mi sento in colpa un giorno si e uno pure per qualsiasi ragione, anche non riconducibile a me.

Tuttavia dicono che quando è ombra, bisogna ritrovare la luce. Questa mattina mi sono svegliata presto, nei campi agricoli era pieno di rugiada e cielo tiepido di un sole che sorgeva. Faceva freddo, dentro il mio cappotto con sotto i pantaloni del pigiama e gli Ugg ormai bucati, sorridevo a Brie che correva felice in quel silenzio di uccelli appena svegli con lo sfondo di una tangenziale appena intasata di occhi assonnati in direzione lavoro. Facciamo scatenare la tempesta, basta che ogni mattina sia così: lieve.
E forse è proprio da qui che si parte: piccoli passi dentro la bellezza che pensiamo scontata ma di scontato non c’è proprio nulla.
E non dimentichiamoci di respirare così a fondo da scordarci per un attimo i nostri guai.
Soldi che mancano, cuori spezzati, malattie…partiamo dal nostro respiro e ricostruiamoci. Partiamo da lui anche quando piangiamo: impariamo ad ascoltarci. Non tratteniamo lacrime, si trasformano solo in malattie. E non vergognatevi mai delle vostre lacrime: sono piccoli tesori che raccontano emozioni che dal cuore corrono su fino agli occhi.

Il sentiero della felicità è fatto di quella straordinaria normalità che – nonostante il cielo pesi sullo spirito parecchio – ci ricorda quanto i dettagli quotidiani possano ricordarci la nostra fortuna quotidiana.

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