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Yoga. Un buon posto dove andare | A Gipsy in the Kitchen

Yoga. Un buon posto dove andare

Dalla nostra redazione, Serena Salghini
Nella foto una Giovane Gipsy ancora elastica che fa yoga in una spiaggia dell’Algarve.

Quante volte sentiamo l’esigenza di isolarci da tutto ciò che ci accade? Di difenderci, in qualche modo, dai colpi che riceviamo, le battaglie che combattiamo ogni giorno, le emozioni che non sempre siamo in grado di gestire o semplicemente per provare a fare ordine dentro di noi.

Tempo fa lessi in un libro questa frase, così limpida e vera nella sua semplicità; più o meno diceva così: “Dentro di noi esiste una persona a cui non si può mettere fretta, una persona che ha bisogno di tempo e ci impedisce di darlo via tutto. Quella persona ha bisogno di un posto dove andare, e ci costringerà a fissare le pozzanghere sotto la pioggia, di solito senza cappello, e a sentire le gocce sulla testa.”

Il termine yoga deriva dalla radice sanscrita yuj(aggiogare, unire, soggiogare), significa quindi unione di corpo, mente e anima. Ognuno di noi può sperimentare un vero stato di yoga quando trova il perfetto equilibrio con se stesso, con gli altri e con il mondo che lo circonda.

Mi piace pensare a questa disciplina come ad una bellissima stanza che profuma d’incenso, con il pavimento in legno e arredata con uno stile caldo e accogliente, piena di fiori freschi. Possiamo aprire la porta quando e dove vogliamo, esiste fuori e dentro di noi.

Noi siamo al centro di questa stanza, su un morbido tappeto persiano e, nella posizione del loto, percepiamo con attenzione il nostro corpo, il nostro respiro calmo e regolare ma allo stesso tempo anche ciò che accade fuori dalla stanza. Abbiamo risvegliato il nostro testimone interiore: colui che, semplicemente, osserva. Siamo forti e leggeri.

Una sera di non molto tempo fa, a cena a casa di amici, una persona che conobbi per la prima volta mi disse che prima di essersi iscritta ad un corso di yoga, beh, qualcosa nella vita doveva esserle sicuramente sfuggita.

“Che significa sfuggita?” le chiesi.

“Prova a chiudere gli occhi. Prova a dirmi tutto quello che senti in te a attorno a te.”

Perplessa, chiusi gli occhi. Rimasi stupita da quanti suoni e sensazioni riuscii a percepire: la brezza che mi accarezzava la pelle, il respiro nel mio petto, il calice di vino fresco sotto ai polpastrelli, l’acciottolio dei piatti che proveniva dalla cucina, il verso degli uccellini in lontananza, la risata sommessa di una coppia di amici seduti al tavolo.

Quando riaprii gli occhi mi accorsi, per la prima volta da quando avevamo iniziato a parlare, che questa persona aveva due occhi blu meravigliosi, così cristallini che riuscii a scorgere all’interno dell’iride un intrecciarsi di sfumature ora più chiare, ora più intense e una scia dorata che le abbracciava tutte.

Questo è il segreto dello yoga, vedere il mondo prendere vita.

Una candela per cominciare.

Trataka, La purificazione degli occhi:

Questo esercizio è perfetto da praticare con la finestra aperta in quell’ora delle sere d’estate in cui il sole è appena calato. Se fatto regolarmente prima di andare a dormire, ha l’effetto benefico di curare i disturbi del sonno.

Sedetevi in una posizione comoda, in una stanza buia o semibuia. Mettete una candela accesa all’altezza degli occhi ad una distanza di circa 70 cm dal viso.

Mantenete la colonna diritta e il corpo bene immobile osservando la fiamma nel suo punto più luminoso.

Cercate di non muovere le palpebre per alcuni secondi. Se dovesse accadere che gli occhi lacrimino, lasciate che questo accada, ma evitando ogni tipo di sforzo eccessivo (ricordate che nella disciplina yoga non esiste alcuna competizione con sé stessi o con gli altri).

Poi, chiudete gli occhi e continuate ad osservare l’immagine complementare della fiamma impressa nella vostra retina. Non appena l’immagine comincerà a svanire, riaprite gli occhi e ripetete l’esercizio di osservazione sulla fiamma della candela davanti a voi.

Potete ripetere questo esercizio di osservazione interna ed esterna per alcune volte, finché ne avrete voglia.

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