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IL VASO DEI RICORDI

Dalla nostra redazione, la nostra ‘Dottoressa’ Vittoria Magenes

Oggi vi parliamo di un progetto meraviglioso, a cura della Federazione Alzheimer Italia: ‘Il Vaso dei Ricordi’. Il progetto mira ad aiutare le persone affette da demenza a ritrovare – o mantenere il più a lungo possibile – i ricordi della propria vita.

Prima di scendere nel dettaglio di questa stupenda iniziativa, vi raccontiamo qualcosa della malattia di Alzheimer, perché conoscere è il primo passo per capire e aiutare davvero.

L’Alzheimer è la più comune causa di demenza, di cui rappresenta fino al 60% dei casi. Questa malattia colpisce, in modo progressivo, le cellule del nostro cervello, causando un declino globale delle funzioni cognitive e portando a un deterioramento della personalità e delle relazioni dell’individuo che ne è affetto.

I sintomi principali, che assumono sfumature diverse e personali, a seconda dei pazienti, sono: la perdita di memoria (amnesia), la perdita della capacità di riconoscere persone, luoghi o oggetti comuni (agnosia), la progressiva perdita dell’abilità di capire e formulare messaggi verbali (afasia) e l’incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari (aprassia). A questi, si aggiungono poi squilibri emotivi e comportamentali.

Ancora oggi, nonostante i progressi fatti dal punto di vista diagnostico e terapeutico, non conosciamo bene questa malattia: non conosciamo in modo chiaro le cause e non siamo in grado di formulare una diagnosi certa senza un’autopsia. Studio e ricerca, in questo campo, servono e serviranno.

Pur non esistendo ancora una cura efficace, ci sono farmaci e numerose tecniche che possono migliorare alcuni sintomi cognitivi, funzionali e comportamentali di questi pazienti, migliorando la loro vita.

Torniamo ora al progetto però.

L’idea, nata da Bitmama, si realizza grazie all’azienda di prodotti alimentari Le Conserve della Nonna e alla Federazione Alzheimer Italia. Il protagonista è un oggetto semplice e comune: un vaso, che, in questo studio sperimentale, viene consegnato a cinque pazienti affetti da demenza e ai loro familiari, con l’invito di riempirlo con oggetti personali ed elementi simbolici connessi ai momenti importanti della loro storia.
Raccogliere fotografie, chiavi, ritagli di giornali, oggetti di vita, pagine di libri o vecchi gioielli si è dimostrata un’operazione utile per far riaffiorare, piano piano, dei ricordi che la malattia stava loro portando via.
Durante questo percorso, i pazienti si sono ritrovati settimanalmente -insieme a familiari e psicologi esperti- per mostrare gli oggetti conservati nel vaso e cercare di far riaffiorare i ricordi speciali ancora conservati nelle loro menti – e nei loro cuori.
Lo studio, visti i primi risultati promettenti, continuerà e altre persone affette da demenza saranno coinvolte, per valutarne meglio l’efficacia.

Abbiamo deciso di raccontarvi di questo progetto, non solo perché si è dimostrato essere un aiuto concreto per i pazienti, ma anche perché, anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa: parlare di progetti meravigliosi come questo e far conoscere meglio questa malattia è importante per poter abbattere il muro di isolamento e solitudine che troppo spesso circonda i malati.

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