Praticare la gratitudine

Caro diario, caro etere, cari lettori

oggi voglio parlare della gratitudine e di quei miracoli che avvengono quando ci mettiamo in ascolto – semplice, intuitivo, quasi banale – del nostro stesso battito cardiaco.

Potrebbe sembrare una fissazione new age, o qualcosa da strega. Ma non lo è. E’ il ritmo tribale più antico, la forza più potente. Lo sapete che il chakra del cuore  è verde?
Se pensate al nostro corpo come una magica mappa di chakra che si espandono attraverso la forza del nostro sentire in tutto lo spazio – quindi non più relegati al confine del corpo stesso, ma impregnati di tutto…la forza è immane, che ne deriva.

Torniamo però al nostro battito.
La vita ultimamente è stata costellata di paure. Di ansie. Di frustrazioni.
I soldi non bastano, l’aria manca, la stanchezza attanaglia.
sarebbe facile per me gettarmi nello sconforto più bieco e fare scelte basate sulla paura. Ma le scelte di paura si pagano tutte.
Quando il nostro quotidiano è allineato con la nostra missione di Vita, l’universo fa accadere cose e ci da tutto ciò di cui abbiamo bisogno: voglio partire da questa ferma convinzione.

Ho scelto di esercitare la gratitudine quando il pianto mi fermava – e ferma- il respiro, quando la gola è secca e non riesce a parlare. Quando la stanchezza brucia gli occhi e il mio sistema nervoso è al collasso. Ho scelto di esercitare la gratitudine come unica forma di rispetto verso me stessa che in questo momento riesco a darmi.
Perchè la gratitudine è abbondanza. perchè se mi rendo conto di quanto davvero ho, piuttosto di ciò che non ho – e se parlo delle mie benedizioni invece che di ciò che penso mi manchi…lì, scatta il miracolo.

Perché oggi vi dico questo?Perchè oggi ho movimentato il mio shop – la logistica doveva essere cambiata, i conti necessitano di essere risanati e quando stamani – con gli asili chiusi – ho messo in macchina con me mia figlia invece che portarla al parco o a passare la pasqua al mare ho sentito scendere lacrime di sensi di colpa a rigare le guance…ecco lì, mi sono fermata e ho pensato: grata. Per avere la possibilità di cambiare le cose. Grata per essere qui e lottare. Grata per spingermi oltre le mie paure e risolvere problemi. To make a long story short, dove Amos caricare un van e una macchina da sole – i e una mia cara amica.  Ero pietrificata al pensiero dello sforzo. Ma in cuor mio ero sicura che sarebbe andato tutto bene,
Si ferma un camion nel cantiere accanto.Scendono tre ragazzi per lavorare….li guardo, e chiedo senza nemmeno crederci troppo: uuu avete voglia di aiutarmi?
Ci hanno aiutate. Hanno scaricato tutto loro. Non ci credevo eppure capita. Giuro che capita e questa ne è la prova.

L’amore può fare paura, così come la vita. Ma la vita è fatta di rischi, di scelte…quelle che prendi, ma anche quelle che decidi di non prendere. Quelli che avresti voluto prendere.
Ma forse il rischio più grande, la scommessa più importante che giochiamo è quella di imparare a lasciare andare. Lasciarci andare, alla gratitudine di ciò che è.
Lasciarci andare a ciò che sarà.
Lasciare andare: chi e ciò che abbiamo amato. Vivere il qui, e ora, e adesso. E credere con tutte noi stesse di poter davvero credere il domani che vogliamo e che ci meritiamo.
Rimaniamo in ascolto. Rimaniamo all’erta del nostro stesso cuore. Perchè lui sa meglio della mente. Che mente.
Fidiamoci. Regaliamoci di nuovo la possibilità di essere grati. Anche per ciò che ancora non vediamo.
Voglio che mia figlia mi veda felice, voglio che sappia che sono forte e stabile anche durante i peggiori temporali. Voglio che sia fiera di me. E allora eccomi rimettermi in cammino alla ricerca di questa Alice che crede che il suo personale paese delle meraviglie è già qui. Perchè siamo completi, già nell’atto stesso di esistere,

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