Alice nel meraviglioso mondo del Dating online.

Prima di cominciare la mia relazione con A, il papà di mia figlia, il dating online era cosa da americani, qualcosa che non apparteneva minimamente a questa Italia un po’ antica fatta di quello che ora viene definito cat calling ma anche di fiori lasciati sul parabrezza, romanticismo e atti di galanteria sparsi a casaccio, biglietti scritti su tovaglioli del bar, ad esempio.

E’ vero Meg Ryan ci aveva anticipato qualcosa con c’è posta per te. Io ci avevo sognato. Mi ricordo avevo qualche ventina di anni e incappai in un ragazzo filippino di cui mi innamorai senza nemmeno vedere la foto. Quando ci scambiammo la foto, mi ricordo ancora le risate del mio migliore amico.
( no body shaming ma ammettiamo tutti che chi si era spacciato per alto biondo e azzurro e invece era l’esatto opposto…mm).

Passano 12 anni e non sapendo più come flirtare, non avendo mai tradito e soprattutto essendo timida mi ritrovo in un mondo dove Tinder ormai è preistoria e io faccio i conti con amiche che mi parlano di Raya, Bumble e soprattutto mi iscrivono senza dirmi niente a Hinge.

Il tema però è unico: là fuori è pieno di persone che hanno un disperato bisogno di amare, essere amati, trovarsi. Ma quanto davvero si è disposti a diventare l’Amore che pretendiamo di trovare negli altri?
Quanto ci mettiamo davvero a disposizione di conoscere senza giudizio, rinunciare al nostro stato di conforto per abbracciare opinioni che potrebbero essere lontano da noi?

Quanto davvero la connessione è naturale , o piuttosto pilotata dalla voglia asosluta di far funzionare l’etere anche per connetterci in maniera algoritmica a perfetti sconosciuti con cui magari condividere impressioni, espressioni, pezzi di vita, un aperitivo e a volte un paio di ore di piacere?

Scusatemi: io ci sto navigando in queste app.Mamma devota e single, imprenditrice, poco tempo a disposizione. Questa di fatto la descrizione delle mie amiche se dovessero esplicitare il perchè mi hanno iscritto alle app.
Il che corrisponde tutto al vero.

Ma vogliamo mettere il batticuore di tornare dieci volte nello stesso gelataio dove per puro caso si è incrociato lo sguardo di un papà sexy un pomeriggio qualsiasi del primo caldo primaverile ( e sistematicamente e chiaramente per la legge di Murphy, non trovarlo più)? O la magia che è stata finire in un tavolino randomico a pranzare troppo tardi e troppo velocemente con un’amica, rimanendo incollata allo sguardo di un giapponese ipnotico che pur di lasciarti il numero quando ti vede ferma al semaforo ti raggiunge sornione?

Ok ok, ammetto: casi isolati, casi randomici appunto.
MA esistono. Accadono.

Quindi il tema forse è: magari queste app servono per riaprire il nostro cuore alle infinite possibilità degli scherzi del Destino. Magari queste app ci insegnano di nuovo a flirtare. CI danno una nuova consapevolezza su chi siamo, quando ci rapportiamo all’altro.

Una mia amica ha conosciuto suo marito su queste app. Per cui di fatto, le cose accadono.Per cui chi sono io per dire che queste app non siano romantiche o non portino degli sviluppi romantici nella vita delle persone?

Personalmente trovo agghiacciante chi usa queste app per proporre cose a tre con il partner. O chi dice: mi ha iscritto la mia fidanzata. Ecco rispetto alla vita reale, dove magari ci impieghi un mese a scoprire che il tipo in questione con cui flirti al bar in realtà è sposato con 4 figli e un 5° in arrivo, qui scorpori tutto subito, selezione all’entrata. Il che non è male. Niente perditempo.

però, come la mettiamo con le aspettative? Come la mettiamo se ad esempio parli due settimane con uno, vi accordate per uscire e conoscervi e poi il suo profumo ti da la nausea e la sua voce stona al tuo timpano?
come la chiami?perdita di tempo?Oppure no?
perchè in fondo dobbiamo sempre ricordarci che la vita lavora per noi e non contro di noi.

Di tutte le mie amiche single credo di essere l’unica che sa davvero che tipo di uomo vuole, e che non vuole compromettere alcun dettaglio. Lo vedo, so come sarà, se sarà. Posso scendere in qualche compromesso, ma non tanti.

E poi un altro tema, fondamentale: per 12 anni io ho baciato e amato un unico uomo. Ho desiderato e voluto un unico uomo. Nessuno, a parte lui, mi ha vista nuda dopo il parto. Già scritta questa cosa ma è reale.Per me leggerezza è fiducia. Mai stata da one night stand.
E non so davvero come riconoscere la one night stand, il classico fuckboi da chi invece cerca la connessione vera e unica che un rapporto può dare.

D’altra parte mi dico: ho voglia di. Tante cose, in primis essere corteggiata e trovare più che legittimata la mia femminilità – che si siamo tutti d’accordo dobbiamo auto celebrare onorare e blablabla. Ma essere vezzeggiate corteggiate e stupite. AAAAAAA, subito.

Forse è una fase. Ma io ho anche 44 anni, non so davvero cosa sia lecito e cosa no, cosa fare e cosa dire. Quando parte il match come ti approcci. Cosa dici?E’ lame mandare una emoticon con la manina che saluta?Come si fa ditemelo.

Insomma sono confusa. Nel frattempo continuo a chattare. Vi aggiornerò su possibili svolte.

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