Il senso dell’orientamento quando fuori tira vento

Oggi sono tornata dalla Svizzera, ho aperto Instagram e ho trovato la notizia di una cara amica che annunciava la morte del suo cane, Baffo.
Baffo, rinominato da me Baffone, è stato il migliore amico di Brie. Protagonista insieme a lei e a Baku del mio primo libro di favole,  Le avventure di brie e baku.
Ho cominciato a piangere. Tutto troppo veloce, troppo forte, troppo male, troppo sentire. Troppo veloce. Questa vita davvero è un intervallarsi di giornate che si estinguono in qualche ora, per lasciarti con il cuore ammaccato, e i pensieri stanchi.
purtroppo poi la mia testa, il mio cuore e il mio istinto hanno cominciato a volare, a pensare a quanto debbba presto trovare una casa più sana per noi – noi intesi io mia figlia i miei cani perchè è da troppo tempo che penso che dove siamo non è sano. Comunque questo è scoop per un altro post.

Poi arrivano le nostre ansie a proiezione di ciò che dovremmo essere, con tutto il bagaglio di ciò che siamo stati e abbiamo nostro malgrado subito.
Ecco è qui che voglio arrivare. Quanto l’annaspare di emozioni, la paura di sbagliare, l’arte sublime di sabotare il bello…ecco, quanto questo davvero influisce poi su chi si affaccia alla nostra vita, magari con le più nobili intenzioni?
Io credo di non essere in grado: porto il bagaglio della non fiducia, ma cos’è l’amore senza l’affidarsi in maniera totale, feroce, sbadata, incosciente a un altro essere umano?
E se da un lato vorrei tantissimo, dall’altro basta un accesso su whatzup a un orario strano che mi triggera a tal punto di immaginarmi già con lo stesso destino di corna e bugie. E mi chiudo. E divento pesante.

E poi invece quando va tutto bene ecco che arrivo con le mille para: ora che sono centrata perchè scentrarmi? Perchè la verità è che le relazioni con gli altri – amore, lavoro, amicizia- se vissute mettendoci il cuore, quel cuore si rischia di perderlo e nel mentre causare svarioni e giramenti di testa e ansie e sbattimenti che non sono facili da maneggiare quando sei in un vortice di guarigione, avvocati, cause legali e debiti da saldare.
La vita insomma.

E allora mi addormento seguendo ogni trucco di magia e manifestazione, sperando che l’Universo prenda in carico il groviglio di problemi che nemmeno so più come sbrogliare.
Perché abbiamo tutti una gran voglia di essere presi in carico, ascoltati, amati capiti. Ma capiamo veramente chi abbiamo davanti?Amiamo davvero chi abbiamo davanti?

bellissimo credere nell’amore, è nel modo di amare di certe persone che non credo più.
Immaginiamo viaggi al mare in vespa, fatti di sale sulla pelle leccato dalle ferite con baci profondi e appassionati. Passiamo notti a fare del sexting invece che avvicinarci per davvero perché è pericoloso mischiare la pelle, un attimo e ci si ritrova ingarbugliati i situazioni di famiglie, suoceri, ex, amanti, figli. Perché il sesso lega, è così.  Poi però c’è la voglia della favola, e poi quando arriva la favola la auto sabotiamo perché siamo campionesse in auto sabotaggio (e amiamo Sabato di Gucci ).
e quando arriva la favola succede che ci proiettiamo già nel futuro, pensando che senza questa proiezione non ci sia presente. ERRORE..perchè è il presente che fa il futuro. E allora di cosa ci preoccupiamo?

(è una domanda reale e non fatta a caso. Sentitevi liberi di rispondere.)

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